I club calcistici brasiliani hanno rinnovato la richiesta di consentire alle società di scommesse di operare, sostenendo che il divieto sta riducendo le entrate delle squadre. L’appello è stato presentato martedì durante un’udienza pubblica presso la Corte suprema federale (STF), dove i rappresentanti del governo federale hanno difeso il provvedimento che ha vietato le attività di scommesse nel Paese.

I dirigenti dei club, tra cui il vicepresidente del Flamengo Flávio Willeman e il presidente del Fluminense Mattheus Montenegro, hanno affermato che il breve periodo di transizione previsto dal provvedimento ha compromesso la certezza giuridica dei contratti in essere. Hanno inoltre avvertito che la perdita di entrate da sponsorizzazioni potrebbe incidere sui posti di lavoro e sugli investimenti negli sport olimpici, nella crescita dei giovani e nel calcio femminile.

Montenegro ha confrontato il periodo di transizione di 10 giorni previsto in Brasile con quelli indicati per altri Paesi: 56 mesi in Belgio, 36 nel Regno Unito, 12 in Spagna e 10 in Italia. Anche il rappresentante del Botafogo Udo Secklemann ha messo in dubbio che il divieto impedisca alle scommesse di spostarsi verso il mercato illegale e ha chiesto quali prove ne dimostrassero l’efficacia nel contrastare la dipendenza dal gioco d’azzardo e l’indebitamento delle famiglie.

I club non hanno contestato le preoccupazioni del governo sugli effetti delle scommesse. All’udienza hanno partecipato il ministro della Giustizia e della Pubblica Sicurezza Wellington César e il procuratore generale Jorge Messias; i rappresentanti del governo hanno sostenuto la validità del provvedimento. Il governo ha citato il crescente indebitamento delle famiglie e l’aumento delle diagnosi di ludopatia, o dipendenza dal gioco d’azzardo, come motivi per vietare le società di scommesse. Messias ha affermato che i danni causati dalle scommesse possono andare oltre le perdite finanziarie e ripercuotersi sulle famiglie tra le mura domestiche.

Il presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha emanato il provvedimento provvisorio il 25 settembre, vietando alle società di scommesse di operare in Brasile. Nel Paese le scommesse erano regolamentate dalla fine del 2023 e, in seguito, le società del settore avevano sponsorizzato diversi club calcistici. Organizzazioni dell’industria delle scommesse hanno impugnato il provvedimento presso la STF. Il giudice Luiz Fux è il relatore del caso e ha convocato l’udienza pubblica per ascoltare le posizioni dei gruppi favorevoli e contrari all’attività delle società, prima di pronunciarsi.

Fonti: Globo Esporte.